IL BOOM DEL MERCATO IMMOBILIARE?

Scritto da Seo Guru il 10-08-2010

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Contrariamente alle previsioni, continua il trend positivo del mercato immobiliare. Nell’ultimo anno i prezzi delle case sono aumentati del 10,8% e gli scambi hanno raggiunto i 762.000 l’anno.
Gualtiero Tamburini, responsabile dell’Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma, ha dichiarato che anche per quanto riguarda il 2011 si ipotizza ancora un periodo di crescita per il residenziale, sia pure in misura più contenuta.
Secondo il documento elaborato da Nomisma sta aumentando la domanda di immobili di pregio tra i quali vanno inclusi sia quelli che superano una certa dimensione, sia quelli che superano i 500.000,00 €, sia quelli che hanno un costo al metro quadrato oltre i 5.000,00 €. Il comune più caro si conferma Milano con un prezzo di punta di € 20.000,00 al metro quadrato, seguito dalla Capitale con un prezzo di € 18.000,00 al metro quadrato.
Sempre secondo Nomisma l’aumento dipende da una serie di concause: i bassi tassi d’interesse, la sfiducia verso i mercati finanziari a causa dei recenti scandali (vedi Parmalat e Cirio), il clima di paura generalizzata conseguenza delle azioni del terrorismo internazionale, l’insufficienza di investimenti alternativi, ecc. In sostanza il mattone viene ancora considerato il bene di rifugio, e le famiglie italiane, giustamente, ritengono più conveniente accendere un mutuo che pagare l’affitto. La logica conseguenza è che il mercato delle locazioni è “dimagrito” per l’aumento del numero dei proprietari e delle vendite effettuate da enti pubblici e privati.
Interessante è il dato, riferito all’anno 2008, fornitoci dall’Unione Europea sull’edilizia residenziale:
nei paesi dell’Europa meridionale prevale la proprietà dell’alloggio, ma l’offerta residenziale pubblica è molto scarsa. Un esempio lampante può essere la Spagna dove l’82% degli abitanti è proprietario, ma solo l’1% del parco alloggi è pubblico.
nei paesi dell’Europa settentrionale prevale la conduzione in locazione dell’alloggio, ma l’offerta residenziale pubblica è molto alta. Un esempio può essere l’Olanda dove solo il 53% degli abitanti è proprietario, ma ben il 36% del parco alloggi è pubblico.
Secondo Nicolas Bernard, docente universitario a Bruxelles, i motivi di questa differenza sono senz’altro due:
1)uno è storico: i Paesi del Sud provengono da una tradizione rurale, mentre quelli del Nord vantano un’urbanizzazione di più antica data;
2)l’altro è economico: nell’Europa Meridionale vi è stata a lungo un’inflazione dalla quale ci si è protetti investendo nel “mattone”, inoltre i bassi salari hanno costretto i giovani a vivere più a lungo con i genitori, rimanendo così lontani dal mercato delle locazioni.
Fra tanti numeri positivi, non mancano però piccoli segnali di stanchezza del mercato osservato da chi come noi vi opera giornalmente: cioè un aumento dei tempi medi di vendita, che dai trenta giorni di un paio di anni orsono, sono passati da un minimo di tre mesi ad un tempo notevolmente più lungo (anche sei mesi) ove i prezzi sfiorano le soglie massime di richiesta.

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